
Ci sono dettagli del matrimonio a cui quasi nessuna sposa pensa.
L’automobile è uno di questi.
Eppure il tragitto verso la cerimonia è il primo momento in cui l’abito lascia davvero l’atelier per entrare nella vostra storia. È anche uno dei pochi momenti della giornata in cui bisogna fare attenzione ai movimenti: lo strascico, il velo, il bouquet, le emozioni… tutto arriva insieme.

Negli anni, osservando le fotografie che le nostre spose ci hanno regalato dopo il matrimonio, mi sono resa conto che il viaggio dell’abito racconta tante piccole storie. Alcune fanno sorridere, altre insegnano qualcosa di utile.
Cominciamo dalle regole pratiche.
Salire in auto: i movimenti giusti
Molte spose immaginano che la difficoltà sia il peso dell’abito.
In realtà è il contrario.
Il problema nasce quando il tessuto rimane sotto di voi invece di accompagnare i vostri movimenti.
Immaginate di indossare un normale abito lungo fino ai piedi. Se vi sedete sopra l’orlo, quando vi alzerete il tessuto tirerà, si piegherà e dovrete sistemarlo. Lo strascico funziona esattamente allo stesso modo, solo che è molto più lungo.
Per questo consigliamo sempre un movimento molto semplice.
Sedetevi sul bordo del sedile con entrambi i piedi ancora fuori dall’automobile.
Solo dopo fate entrare le gambe insieme.
In questo modo sarà l’abito a seguirvi naturalmente, senza rimanere schiacciato sotto il vostro peso.
Dove si siede la sposa?
Secondo il galateo la sposa occupa il sedile posteriore destro, il posto d’onore.
Sono regole nate quando le automobili avevano un’autista e un preciso cerimoniale.
Oggi la realtà è spesso diversa.
Ciò che non cambia, invece, è un consiglio molto pratico: lasciate spazio all’abito.
Se possibile, il sedile posteriore dovrebbe essere libero per permettere allo strascico di distendersi senza pieghe inutili.
Il velo merita qualche attenzione in più
Con il velo il rischio più comune è uno solo.
Sedersi sopra.
Può sembrare banale, ma succede più spesso di quanto si immagini.
Il velo dovrebbe accompagnare i movimenti senza rimanere bloccato tra voi e il sedile. Se è molto lungo, può essere raccolto delicatamente in grembo oppure fatto passare sopra lo schienale, evitando qualsiasi tensione sull’acconciatura.

Scendere dall’auto senza fretta
Quando si arriva davanti alla chiesa o al municipio, tutti gli occhi sono puntati sulla sposa.
È proprio il momento in cui conviene dimenticare la fretta.
Ruotatevi verso l’esterno.
Appoggiate entrambi i piedi a terra.
Lasciate che qualcuno sistemi lo strascico e il velo.
Solo dopo fate i primi passi.
La cerimonia non inizierà senza di voi.
Vale la pena concedersi qualche secondo perché tutto sia al suo posto.

L’auto ti accompagna fino all’ingresso. Gli ultimi metri sono un’altra storia: il modo di scendere, di raccogliere il bouquet e di affrontare i primi passi contribuisce all’eleganza dell’insieme. Se l’arrivo prevede una scalinata, potrebbe esserti utile leggere anche il nostro approfondimento dedicato alle Spose, scale e bon ton.
Dimenticate gli stereotipi
Per molti sposi l’auto resta un momento speciale del matrimonio. Non soltanto perché accompagna all’ingresso della cerimonia, ma perché diventa parte dei ricordi e delle fotografie della giornata.
C’è chi sceglie una berlina elegante e contemporanea, chi sogna un’auto d’epoca, chi recupera la piccola utilitaria di famiglia e chi decide di rinunciare del tutto all’automobile.
L’importante è che la scelta parli di voi.

Negli ultimi anni abbiamo notato una piccola tendenza che ci piace molto: il ritorno degli oggetti di famiglia. Succede con i gioielli della nonna, con il velo della mamma, con una borsetta tramandata nel tempo. Perché non potrebbe succedere anche con l’auto?
Per il matrimonio di Tania, ad esempio, gli sposi arrivarono con la Citroën 2CV del cognato, guidata da lui stesso. Un mezzo di famiglia, scelto non per stupire, ma perché faceva già parte della loro storia.

Altri scelgono un’auto d’epoca semplicemente perché rispecchia il loro gusto. Domiziana e suo marito, ad esempio, hanno trovato una splendida Fiat 600 trasformata in taxi: una scelta perfettamente in armonia con l’eleganza semplice del loro matrimonio.

Poi ci sono i matrimoni che si adattano al luogo. A Venezia, ad esempio, il taxi diventa naturalmente un taxi aquatico. Non è un dettaglio folcloristico: è semplicemente il modo più naturale per vivere la città.

E c’è chi decide di sorprendere tutti. Kate è arrivata con un autobus rosso a due piani, simbolo di Londra. In quel caso il mezzo di trasporto era parte integrante della festa e raccontava perfettamente la personalità degli sposi.

Poi ci sono i matrimoni che si adattano al luogo. A Venezia, ad esempio, il taxi diventa naturalmente un taxi d’acqua. E se la casa è a pochi passi dalla chiesa, l’ultimo tratto si percorre semplicemente a piedi, accompagnati dal proprio papà. È quello che è successo a Francesca, protagonista anche del nostro articolo dedicato all’abito da sposa bon ton, dove raccontiamo il suo stile ispirato ad Audrey Hepburn.

Il mezzo racconta la vostra storia
Micaela, invece, ha seguito un’altra strada ancora. Appassionata di vintage, ha acquistato il suo abito in un mercatino di antiquariato. In atelier lo abbiamo restaurato e completato con un velo creato appositamente per lui, rispettandone lo spirito e le proporzioni. Se ami questo mondo, potrebbe interessarti anche il nostro approfondimento dedicato agli abiti da sposa vintage.
Era naturale che arrivasse con un’automobile d’epoca.

Un’altra coppia, Chiara e suo marito, ha scelto una moto con carrozzina.

Un’altra ancora motoscafo.

Non erano scelte eccentriche.
Erano semplicemente loro.
Anche le fotografie sanno sorprendere
Questa è una delle immagini che mi fanno sorridere ogni volta.

Guardandola, qualcuno potrebbe pensare a una coppia lontana dalla tradizione.
Invece si sono sposati in chiesa.
E c’è anche un dettaglio curioso: la sposa è seduta sul sedile anteriore, non su quello posteriore indicato dal galateo.
È la dimostrazione che le regole possono essere utili, ma non raccontano mai tutta la storia.
La spontaneità di quel momento vale molto più della perfezione del protocollo.
Un consiglio che diamo sempre alle nostre spose
Quando consegnamo un abito dedico sempre qualche minuto anche a questi argomenti.
Parliamo del trasporto, del velo, dello strascico, di come salire in automobile, di come muoversi senza affrettarsi durante la cerimonia.
Sono dettagli piccoli.
Ma il giorno del matrimonio fanno una grande differenza.
Perché un abito ben progettato non è soltanto bello da fotografare.
È un abito pensato per accompagnarvi in ogni momento della giornata, dal primo viaggio verso la cerimonia fino all’ultima fotografia.
E poi si riparte
Quando preparaimo una sposa alla consegna dell’abito, parliamo di come salire in automobile, di come sistemare il velo, dello strascico, dei piccoli gesti che renderanno tutto più semplice.
Poi arriva il giorno del matrimonio.
E, fortunatamente, tutte queste spiegazioni vengono dimenticate.
Rimangono solo loro due.


Elena Petunina
Cofondatrice di Talea Couture
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Ti leggo volentieri nei commenti.




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