
Il velo è uno degli accessori più iconici dell’abito da sposa, ma anche uno dei più delicati da gestire. Dall’uscita di casa fino al ricevimento accompagna la sposa in molti momenti diversi e, se ben utilizzato, può diventare uno degli elementi più scenografici dell’intera giornata.
In questa guida abbiamo raccolto consigli pratici, piccoli accorgimenti ed esperienze vissute insieme alle nostre spose per aiutarvi a vivere il velo con naturalezza, senza preoccupazioni.
Calata oppure no?
Durante le prove in atelier c’è una domanda che rivolgiamo sempre alle nostre spose:
“Preferisci il velo con la calata o senza?”
Molte ci guardano con aria interrogativa.
Ed è normale: se non ci si è mai sposate, come si può sapere che cos’è una calata?
La calata è il velo che, all’inizio della cerimonia, scende davanti al viso della sposa. Rimane abbassata fino all’arrivo all’altare, quando viene sollevata dall’accompagnatore oppure dallo sposo.
Se invece scegliete un velo senza calata, il volto rimane sempre libero.
Per capire quale velo valorizza meglio il vostro abito potete leggere anche la nostra Guida alla scelta del velo da sposa.

Come si solleva la calata?
Se avete scelto un velo con la calata, raccontatelo prima a chi dovrà sollevarla.
Può essere il papà, una persona che vi accompagna all’altare oppure direttamente lo sposo.

Il gesto è semplice ma richiede un po’ di delicatezza: ci si avvicina alla sposa, si solleva il tulle con entrambe le mani evitando movimenti bruschi e si accompagna il velo dietro le spalle, controllando che rimanga ben disteso.

Sono piccoli dettagli, ma fanno la differenza nelle fotografie e permettono di vivere quel momento con naturalezza.
Attenzione quando vi sedete
Fra i consigli più semplici, ma anche più importanti, ce n’è uno che vale sempre:
non sedetevi mai sopra il velo.
Vale in automobile, durante la cerimonia e ogni volta che prendete posto.
Prima di sedervi fate uscire il velo dietro la schiena, proprio come fareste con uno strascico.
In questo modo eviterete pieghe, strattoni e soprattutto di spostare l’acconciatura.

Il velo in automobile
Il momento dell’arrivo è uno di quelli in cui il velo richiede un po’ più di attenzione.
Entrando in auto fate sistemare il velo dietro di voi, senza schiacciarlo sotto il corpo, e una volta sedute controllate che il tulle scenda naturalmente.
Gli stessi accorgimenti valgono anche per taxi, barche, mezzi pubblici o auto d’epoca.
In questa guida trovate tutti i consigli dedicati a come salire e scendere dall’auto con l’abito da sposa.

Un velo lungo è protagonista anche dopo la cerimonia
Molte spose pensano che il velo serva soltanto durante il rito.
In realtà spesso regala le fotografie più suggestive dell’intera giornata.
Il vento, il controluce, un paesaggio aperto o un semplice movimento possono trasformarlo in un elemento scenografico impossibile da ricreare senza di lui.
Per questo motivo, se il velo è comodo e ben fissato, consigliamo spesso di tenerlo almeno per il servizio fotografico.

Quando togliere il velo?
Dopo il servizio fotografico arriva il momento di decidere se continuare a indossarlo oppure no.
Per il ricevimento il velo può diventare poco pratico, soprattutto durante il pranzo o la cena.
Se decidete di toglierlo, chiedete a una persona di fiducia di aiutarvi e di conservarlo con cura.

Un altro modo di portare il velo
Non esiste un solo modo di vivere il velo.
Alcune spose lo raccolgono semplicemente sul braccio.

Altre lo trasformano in una morbida stola sulle spalle, ottenendo un effetto elegante e originale.

Piccoli gesti che permettono di continuare a godere della sua leggerezza anche dopo la cerimonia.
Un velo può attraversare le generazioni
Per molte spose il velo non è soltanto un accessorio. Può diventare un legame con la propria famiglia.
Susanna ha scelto di indossare il velo appartenuto alla mamma. Il momento in cui glielo sistema prima della cerimonia è uno dei più emozionanti della giornata: un gesto semplice, che racchiude affetto, fiducia e continuità.

Subito dopo c’è Gaia. Non ha indossato lo stesso velo della madre, ma ne ha voluto conservare l’idea.
Abbiamo ricreato il suo modello, rispettandone la forma particolare, mentre il piccolo diadema originale della mamma è rimasto tra i capelli anche dopo aver tolto il velo. Un ricordo reinterpretato con naturalezza.
La storia di Benedetta va ancora più indietro. Il velo apparteneva alla nonna paterna. Lo ha poi indossato sua madre e, il giorno del matrimonio, è stato proprio suo padre a consegnarglielo, come un passaggio di testimone tra le generazioni della sua famiglia.

Vederlo aprire con cura quel velo antico e affidarlo alla figlia è stato uno di quei momenti che non hanno bisogno di molte parole.

Poco dopo, nella piccola chiesa romana dove si è svolta la cerimonia, quel velo è diventato parte della sua storia.

Chi toglie il velo?
In Italia il velo viene spesso rimosso semplicemente quando la sposa lo desidera.
In altre tradizioni, invece, questo momento assume un significato simbolico.
Nella tradizione russa, ad esempio, è spesso la suocera a togliere il velo, come gesto di accoglienza della sposa nella nuova famiglia.
In alcune regioni è la mamma della sposa a compiere questo rito, accompagnando simbolicamente la figlia verso la nuova vita matrimoniale.
Più raramente è lo sposo stesso a rimuovere il velo, trasformando quel gesto in una dichiarazione di affetto e di inizio della vita insieme.
Sono usanze diverse, ma tutte raccontano la stessa idea: il velo non è soltanto un accessorio, ma accompagna uno dei passaggi più significativi della giornata.
Conclusione
Ogni velo racconta una storia diversa.
C’è quello che vola nel vento durante uno shooting in Sardegna, quello tramandato da una mamma alla figlia, quello che accompagna la sposa fino all’altare o quello che viene riposto con cura dopo le fotografie.
Qualunque sia la vostra scelta, il consiglio è sempre lo stesso: vivetelo con naturalezza.
Perché il velo non è fatto per creare preoccupazioni, ma per accompagnare uno dei giorni più belli della vostra vita.


Elena Petunina
Cofondatrice di Talea Couture
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Ti leggo volentieri nei commenti.





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