
Il bouquet accompagna la sposa dall’inizio alla fine della giornata. È uno degli accessori più fotografati del matrimonio, ma anche uno di quelli che genera più dubbi.
Come si tiene?
Dove si appoggia durante la cerimonia?
Chi lo prende quando serve avere le mani libere?
E al ricevimento è davvero obbligatorio tenerlo sempre con sé?
In questa guida abbiamo raccolto piccoli consigli pratici, osservazioni nate dall’esperienza e qualche tradizione curiosa che forse non conoscevate.
Una tradizione milanese: la benedizione del bouquet

A Milano esiste una tradizione poco conosciuta ma molto sentita.
Prima del matrimonio molte coppie portano il bouquet alla Madonna degli Sposi, nella chiesa di San Sigismondo, accanto alla Basilica di Sant’Ambrogio, per riceverne la benedizione.
È un gesto semplice, che non riguarda tanto il bouquet in sé quanto l’inizio della vita insieme.
Ci piace ricordarlo perché racconta un volto discreto della città, fatto di simboli tramandati nel tempo.
Se amate queste usanze, potrebbe interessarvi anche la tradizione delle uova donate alle Clarisse di Mantova, un’altra consuetudine molto diffusa tra gli sposi.
Il bouquet durante la cerimonia

Durante il rito il bouquet non rimane sempre nelle mani della sposa.
Nelle celebrazioni religiose viene normalmente appoggiato accanto all’altare o su uno sgabello predisposto, lasciando libere le mani durante i momenti più importanti della funzione.
È una soluzione pratica e naturale, che permette anche al bouquet di comparire nelle fotografie senza essere continuamente impugnato.
Come tenere il bouquet
Questa è una delle domande che affrontiamo più spesso durante le prove dell’abito.
La regola di base è semplice: il bouquet si tiene all’altezza del punto vita o leggermente più in basso, senza coprire il corpetto. In questo modo valorizza la figura e lascia protagonista l’abito.
Detto questo, non esiste un unico modo di portarlo, perché dipende anche dalla forma del bouquet.
Monica, ad esempio, ha scelto un bouquet rotondo e compatto, sostenuto con entrambe le mani in una posizione classica ed elegante.

Camilla, invece, ha scelto un bouquet a fascio. Essendo più lungo e slanciato, viene naturalmente impugnato in modo diverso e accompagna la linea del corpo con maggiore verticalità.

Parliamo spesso di questi dettagli con le nostre spose durante le prove. Sono piccoli accorgimenti, ma fanno la differenza nelle fotografie e aiutano a sentirsi più naturali durante tutta la giornata.
Se state ancora scegliendo i fiori, può esservi utile leggere anche la nostra guida dedicata ai diversi tipi di bouquet da sposa, dove raccontiamo forme, proporzioni e stile di ogni composizione.
Il bouquet non serve soltanto nelle fotografie in posa.
Accompagna gli abbracci, le passeggiate, gli sguardi tra gli sposi e tanti momenti spontanei della giornata.

Con il passare delle ore diventa quasi un complice della sposa. È tra le mani durante un brindisi, segue una passeggiata, entra in una risata improvvisa o in un ballo con gli amici.

Per questo vale la pena sceglierne uno che sentiate davvero vostro: non solo bello da fotografare, ma naturale da portare e in armonia con l’abito.
E se il bouquet lo porta lo sposo?
Nella maggior parte dei matrimoni è la sposa a portare il bouquet.
Durante la giornata, però, capita spesso che sia lo sposo a prenderlo in mano: mentre passeggiano insieme, durante uno spostamento o semplicemente per lasciare la sposa più libera di muoversi.
Sono piccoli gesti che raccontano la complicità della coppia. E, a dire il vero, vedere lo sposo con il bouquet in mano è una scena molto più frequente di quanto si immagini.

Il lancio del bouquet… oppure no?
Il lancio del bouquet è uno dei momenti più attesi del ricevimento, ma non è una regola.
C’è chi preferisce conservarlo, chi lo regala a una persona speciale e chi decide di trasformare anche questo rito in un gioco.
Abbiamo visto persino uno sposo lanciare il bouquet al posto della sposa. Una scena divertente, che ha coinvolto tutti gli invitati e ha reso quel momento ancora più personale.

Anche a noi è successo qualcosa di simile…
E’ un ricordo personale.
A un matrimonio al quale eravamo invitati non partecipai al lancio del bouquet.
Leo, invece, sì.
Tra le risate degli amici fu proprio lui ad afferrarlo.

La scena durò pochissimo.
«Dai, Michi, abbiamo scherzato. Adesso rifai un lancio serio.»
E il bouquet riprese il suo viaggio.
Un anno e mezzo dopo ci siamo sposati anche noi.
E, ripensandoci oggi, ci viene ancora da sorridere.
Un bouquet può avere molte vite
Durante il ricevimento il bouquet continua a comparire nelle fotografie.
Può accompagnare un brindisi, un momento di relax, un ritratto improvvisato o semplicemente diventare un dettaglio di colore all’interno della festa.

Non è un oggetto da dimenticare su un tavolo appena terminata la cerimonia.
Il bouquet cambia con la sposa
Così come ogni abito racconta una persona diversa, anche il bouquet cambia insieme alla sposa.
Ci sono composizioni romantiche, essenziali, contemporanee, spontanee o dal carattere deciso. Non esiste un bouquet perfetto in assoluto, ma quello che riesce a dialogare con l’abito e con la personalità di chi lo porterà.
Se desiderate approfondire questo aspetto, abbiamo dedicato un articolo a come abbinare il bouquet all’abito da sposa, con consigli su proporzioni, stile e armonia dell’insieme.
L’ultimo gesto

Alla fine della giornata il bouquet non è più soltanto un mazzo di fiori.
Porta con sé gli abbracci, le risate, gli spostamenti, l’attesa prima della cerimonia e tutti quei piccoli gesti che hanno reso unico il matrimonio.
Forse è anche per questo che tante spose scelgono di conservarlo.
Alla fine il bouquet appassirà. Ma i gesti che ha accompagnato resteranno nella memoria molto più a lungo dei suoi fiori.

Elena Petunina
Cofondatrice di Talea Couture
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