
Il rosso è uno dei colori più antichi della storia del costume. Per secoli è stato il colore del potere, della ricchezza e delle cerimonie importanti. Ancora oggi, in molte culture, continua ad accompagnare il matrimonio come simbolo di fortuna, prosperità e felicità.
Eppure, nella tradizione occidentale, il rosso è rimasto una scelta poco frequente per l’abito da sposa.
Nel nostro atelier, però, è capitato più di una volta. Ogni storia è diversa, così come è diverso il rosso scelto da ciascuna sposa.
Un colore prezioso da conquistare
Prima ancora di diventare il colore dell’amore o della passione, il rosso era un colore raro.
Per ottenere un rosso intenso servivano pigmenti preziosi, ricavati da materiali naturali come la robbia, il chermes o la celebre porpora estratta dal murice. Erano lavorazioni lunghe e costose, tanto che per secoli le tonalità più intense di rosso sono state riservate a sovrani, cerimonie e abiti di grande prestigio.

Oggi basta aprire una cartella colori per scegliere la sfumatura perfetta. Eppure quella ricchezza è rimasta. Dietro la parola rosso non esiste un solo colore, ma un intero universo di tonalità, ciascuna con un carattere diverso.
Quando i colori avevano il nome della natura
Nell’Ottocento, molto prima delle moderne cartelle colori, naturalisti e illustratori cercavano un modo per descrivere le sfumature in maniera precisa. Nel celebre Werner’s Nomenclature of Colours, ogni rosso veniva associato a un fiore, a un animale o a un minerale: il papavero, il rubino, il cardellino, la ciliegia.

La natura diventava così una grande cartella colori condivisa. Non esistevano codici numerici, ma immagini che tutti potevano riconoscere.
Chi ama osservare la natura sa che le sfumature non sono mai casuali. Ne avevamo parlato anche nell’articolo dedicato al platano, dove un semplice albero ci aveva portato a riflettere sul modo in cui impariamo a vedere i colori: I colori che non hanno un nome
Dal pigmento al tessuto
Prima ancora di parlare di abiti, vale la pena osservare una semplice cartella colori, quella moderna.

Non esiste il rosso.
Esistono rossi aranciati, corallo, cremisi, ciliegia, sangria, amaranto, bordeaux. Alcuni sono luminosi e vivaci, altri profondi e vellutati. Cambiano con la luce, con il tessuto e persino con la stagione.
Proprio come abbiamo visto parlando del bianco, anche il rosso è una famiglia di colori.
La scelta della sfumatura è importante quanto quella del modello.
Rosso sangria: il mio matrimonio d’inverno
Il mio abito era rosso sangria.
Non un rosso acceso, ma una tonalità profonda, scelta per un matrimonio di gennaio.

Era realizzato in crêpe double di lana, con la gonna plissé soleil. A cucirlo è stato Leo, mio marito. Io, curiosamente, non avevo il tempo di cucirmi l’abito da sola.
Qui racconto la mia esperienza Sposa: Anniversario del matrimonio
Il rosso di Rebecca
Rebecca ha scelto invece un rosso pieno, luminoso, quasi il rosso Valentino.
Si è sposata a maggio, e quella tonalità dialogava perfettamente con la luce della primavera.
Nelle fotografie il rosso sembra quasi accendersi insieme al paesaggio.

Il bordeaux elegante di Paola
Per il matrimonio di febbraio, Paola desiderava qualcosa di completamente diverso.
Vive nei Paesi Bassi, ma ha scelto di sposarsi a Bergamo, la sua città natale.
Il suo abito era confezionato in faille di seta Taroni, uno dei tessuti storici della seta italiana, caratterizzato dalle tipiche coste orizzontali che gli donano struttura ed eleganza.

La scelta è caduta su un bordeaux intenso, raffinato e molto invernale.
Anche le piccole damigelle, bambine olandesi, indossavano cappottini in velluto bordeaux realizzati nel loro Paese. Un dettaglio che rendeva l’insieme ancora più armonioso.
Quando basta un dettaglio
Non sempre il rosso deve diventare protagonista.
Antonella ha scelto un abito bianco, ma ha costruito tutto il resto del look intorno a piccoli richiami: i guanti, il rossetto e il bouquet nelle stesse tonalità.
E poi c’erano le calze.
L’abito aveva uno spacco centrale sul davanti e, camminando, lasciava intravedere una fila di piccoli cuori rossi.
Un dettaglio giocoso, perfettamente in sintonia con il suo carattere.

Il rosso come parte della propria personalità
Jessica è arrivata in atelier con una felpa bordeaux come riferimento.
Voleva che il colore dialogasse con i suoi occhiali, senza risultare invadente.
E durante una prova ci ha fatto ridere tutti:
alla domanda «Hai portato le scarpe?» ha aperto la scatola… ma dentro c’erano quelle dello sposo.
Per fortuna era solo la scatola sbagliata.

Il rosso nella tradizione cinese
Per Lucia, invece, il rosso aveva un significato completamente diverso.
Vive e lavora a Milano. Per praticità si presenta con il nome Lucia, perché il suo nome cinese è difficile da pronunciare per molti italiani.
Per il suo matrimonio abbiamo realizzato un abito bianco. Ma, seguendo la tradizione cinese, prima delle nozze ha partecipato al servizio fotografico indossando anche un magnifico abito rosso tradizionale, noleggiato presso uno studio fotografico.
Con quelle immagini è stato realizzato l’album che viene mostrato agli invitati durante il matrimonio.
Due abiti, due tradizioni, due modi diversi di raccontare lo stesso giorno.
Se vi incuriosiscono le tradizioni orientali, abbiamo raccontato anche l’abito da sposa tradizionale giapponese e raccolto una panoramica sugli abiti da sposa tradizionali nel mondo.
Un colore, tante storie
Dopo aver realizzato questi abiti, ci siamo convinte ancora di più di una cosa.
Non esiste il rosso “giusto”.
Esiste il rosso giusto per quella persona.
Può essere un rosso luminoso di maggio, un sangria invernale, un bordeaux elegante oppure soltanto un piccolo dettaglio nascosto tra un paio di guanti, un bouquet o perfino una fila di cuoricini su un paio di calze.
Come accade per ogni abito su misura, non è il colore a raccontare la sposa.
È la sposa a dare significato al colore.
Se stai immaginando un abito da sposa rosso, vieni a vedere i tessuti dal vivo.
Le fotografie restituiscono la forma di un abito, ma non riescono a raccontare fino in fondo la profondità di un colore, la sua luce e il modo in cui cambia a seconda del tessuto.
In atelier possiamo trovare insieme la tonalità che meglio interpreta la tua storia.

Elena Petunina
Cofondatrice di Talea Couture
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Ti leggo volentieri nei commenti.



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