Un abito da sposa su misura non nasce da un numero.
Nel lavoro sartoriale non esiste una lettura astratta del corpo.
Esiste la relazione tra proporzioni, postura e presenza.
Due persone con le stesse misure possono richiedere costruzioni completamente diverse.
Per questo il nostro lavoro non parte mai da un modello fisso.
Parte dall’osservazione.
Dal modo in cui una donna si muove, sta ferma, occupa lo spazio.
Un abito prende forma attraverso aggiustamenti successivi, non attraverso una formula.
Ogni linea viene definita in relazione al corpo reale, non a un’idea di corpo.
È in questo passaggio che il su misura diventa qualcosa di preciso:
non adattamento, ma costruzione.
L’abito non segue la misura. Segue la persona.



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