Ci sono abiti da sposa la cui storia comincia il giorno del primo appuntamento. Quella dell’abito di Elena, invece, era iniziata molti anni prima.
Quando nel 2002 abbiamo aperto La Nuova Sartoria, la signora Mollo è stata una delle nostre prime clienti abituali. Era una donna abituata a farsi fare gli abiti in sartoria, una consuetudine che allora stava già diventando meno comune: a Milano le sartorie erano rimaste poche.
Abitava non lontano da noi, vide che aveva aperto una nuova sartoria e venne a conoscerci. Da allora tornò molte volte.
Nella fotografia che pubblichiamo qui è insieme alla nipotina Elena. È una normale foto di famiglia, scattata al mare, quando naturalmente nessuno poteva immaginare che molti anni dopo quella bambina sarebbe diventata una nostra sposa.

L’abito nella sartoria della nonna
La signora Mollo negli anni è venuta a mancare, ma Elena ricordava bene il suo legame con la nostra sartoria.
Quando ha deciso di sposarsi, per l’abito non ha fatto ricerche e non è andata a vedere altri atelier. Ci teneva a farlo proprio nella sartoria dove per tanti anni era andata sua nonna.
A volte la scelta dell’abito da sposa è anche una scelta emotiva: non nasce dal confronto fra tante possibilità, ma dalla sensazione di sapere già qual è il posto giusto.
Anche il luogo scelto per il matrimonio apparteneva alla storia della famiglia: la seconda casa della nonna sul Lago Maggiore.
Un matrimonio in giardino, immerso nel verde, ha cominciato così a suggerirci anche il carattere dell’abito.
Un abito pensato per un matrimonio in giardino
Elena desiderava un abito romantico, ma soprattutto naturale e comodo da indossare.
Il progetto è nato dall’incontro di due materiali molto diversi: un pizzo francese rebrodé per il corpino e una georgette di seta per la gonna.
Per il pizzo abbiamo scelto un disegno che ci piaceva particolarmente per lei: un ramage leggero e sinuoso, fatto di tralci, foglie e piccoli fiori che si sviluppano liberamente sul fondo di tulle.
Un motivo ricco, ma non pesante, che ci sembrava particolarmente adatto all’atmosfera di un matrimonio in giardino.

Il corpino è stato realizzato con un effetto semitrasparente, con le maniche lunghe in pizzo e una profonda scollatura sulla schiena. A segnare il punto vita, una cintura staccabile drappeggiata in georgette, chiusa sul dietro da piccoli bottoni in madreperla.
Alla ricchezza del ramage abbiamo contrapposto una gonna completamente pulita: una ruota morbida in georgette di seta, leggera e fluida nel movimento.

Nel disegno iniziale avevamo immaginato anche un piccolo strascico. Durante lo sviluppo dell’abito abbiamo preferito eliminarlo.
Elena voleva muoversi liberamente durante la giornata e il matrimonio si sarebbe svolto in gran parte in giardino. La gonna poteva avere ampiezza e movimento senza bisogno dello strascico.
Anche le scarpe seguivano la stessa idea: ballerine, comode e perfettamente adatte a Elena, che è già piuttosto alta.
Non abbiamo quindi dovuto rinunciare a qualcosa in nome della comodità. La comodità faceva parte del progetto fin dall’inizio.
Dal disegno al matrimonio
Guardando oggi il disegno e la fotografia del matrimonio uno accanto all’altra, ci piace vedere quanto l’idea iniziale sia rimasta riconoscibile.
Il pizzo disegna il corpino senza appesantirlo, mentre la georgette accompagna il corpo e si muove liberamente. E nel giardino della casa sul Lago Maggiore l’abito sembra trovarsi esattamente nel posto per il quale era stato pensato.

Poco prima del matrimonio Elena ci aveva mandato la vecchia fotografia insieme alla nonna scrivendoci:
«Poi arriveranno le foto dell’abito, non vedo l’ora di indossarlo.»
Le foto sono arrivate. E insieme a loro anche un altro messaggio:
«Ho ricevuto un milione di complimenti per l’abito, era davvero meraviglioso.»
Per noi, però, questa volta c’era qualcosa in più.
Nel 2002 avevamo appena aperto la nostra sartoria e la signora Mollo aveva scelto di entrare. Ventiquattro anni dopo sua nipote ha scelto lo stesso posto per far nascere il proprio abito da sposa.
A volte la storia di un abito comincia molto prima del primo appuntamento.

Elena Petunina
Cofondatrice di Talea Couture
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