Nel 1968 Valentino Garavani creò una collezione che lo resa famoso in tutto il mondo della moda. Per l’occasione il Woman Wear Daily scrisse: “Gli americani impazziscono per questo italiano diventato re della moda in così poco tempo…” Così nacque il mito di Valentino Garavani. E fu a lui che si rivolsero donne del jet set internazionale come Farah Diba, Liz Tailor, o Jackie Kennedy.

Valentino dedicò a Jaqueline Kennedy questa sua collezione conosciuta come White Colletion ( sopranominata anche come no-colour colletion ). Infatti nella collezione fatta di mantelli e abiti leggermente drappeggiati, morbidi e sinuosi c’erano varie tonalità del bianco: dal bianco ottico al color avorio, sabbia, panna. Tutte le tonalità e sfumature del beige.

Fu comunque un azzardo, un rischio ( forse calcolato ). All’epoca infatti la moda proponeva forme geometriche, colori forti, quasi psichedelici. Ma Valentino stupì tutti con la sua collezione incolore, fatta di forme morbide e molto, molto raffinata. In questa collezione poì fu applicato per la prima volta il monogramma V, che vediamo ancora oggi come elemento decorativo su abiti, tessuti, accessori etcc.

E la consacrazione di Valentino avviene quando Jaqueline Kennedy affascinata dalla sua White Collection commissionò al couturier il abito da sposa che indossò nel ottobre del 1968 in occasione delle sue nozze con Aristotele Onassis.

Questo leggendario abito di pizzo beige, corto apparve in tutte le riviste del mondo ( riviste di moda e non) e l’atelier di Valentino, a Roma, fu letteralmente sommerso di telefonate. Nel giro di qualche giorno furono venduti più di 400 abiti, alcuni di quali erano varianti del mitico abito di Jackie Kennedy. Un esempio? Anche Audrey Hepburn fu affascinata da quest’abito, e la reinpretazione fatta per lei da Valentino è stata venduta insieme ad altri suoi abiti in occasione di un’asta di beneficenza che ha avuto luogo nel dicembre del 2009, di cui abbiamo parlato in uno dei nostri post.

Arrivarono poi anche i grandi compratori degli Stati Uniti come Lord&Tailor che acquistarono una parte della White Colletion. In seguito Valentino realizzò collezioni di pret-à-porter uomo e donna e affidò la propria campagna pubblicitaria ai più famosi fotografi del mondo.

In questa foto si vede Marisa Berenson ( in leggendario abito della Collezione Bianca ) posare per Vogue, all’inizio della sua carriera. Diventerà poì una delle prime, se non la prima top model degli anni sessanta.

 

voci correlate:

Abito da sposa di Jacqueline Kennedy.

Abito da sposa di Audrey Hepburn. Capolavoro sentimentale.

 

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