Angelina Jolie, attrice sempre in primo piano, è un esempio di come la vita e i figli influenzino le abitudini e facciano emergere un lato umano, da i più considerato incompatibile con lo status di star di Hollywood. Difficile da credere che sia una persona “comune”, anche considerando il fatto che al suo primo matrimonio nel 1997 con l’attore Jonny Lee Miller, partecipò alla cerimonia indossando pantaloni di pelle nera e una maglietta su cui era scritto con il sangue il nome dello sposo e ufficializzarono la loro unione non con le fedi, ma con il sangue, bucandosi a vicenda le dita e mescolando le goccie di sangue. Però questo cambiamento è confermato da una intervista rilasciata di recente dall’attrice che vi riportiamo qui di seguito:
 

“Spesso dicono di me che io cerchi di attirare l`attenzione con i miei comportamenti stravaganti. Da giovane facevo casini, scandali, insomma, ero spesso protagonista dei tabloid, per poi diventare una mamma perfetta. E tutto cio` per seguire l`ultima tendenza hollywoodiana e per non sparire dalle pagine delle riviste. Si pensa che io faccia tutto a scopo pubblicitario. Io non do colpa a quelli che pensano cosi: Hollywood e` veramente un posto dove tutti si fanno pubblicità dalla mattina alla sera ogni attimo consultando il proprio imagemaker : “ Che cosa devo fare? Come rattristarsi o gioire?” Voi non crederete, ma io non ho mai avuto un imagemaker: decido io stessa cosa fare e cosa non fare.
 
Ma non volevo parlare di questo. Volevo invece raccontare di come e` avvenuta questa mia trasformazione : da una casinista stravagante ad una “virtu vivente”. E` successo cosi… Ho conosciuto delle persone lontane dalla vita hollywoodiana completamente non naturale e ho capito che tutti i miei problemi erano sciocchezze, capricci di una ragazza viziata. La mia prima reazione e` stata provare vergogna, poi ho iniziato ad agire. E` stato pero` molto difficile proprio agire e non semplicemente lammentarsi di come era vuota la nostra vita. Non vorrei pianiculare, ma sfido chiunque che mi accusa di fare autopubblicita`, di provare di fare tutto quello che io faccio quotidianamenete: accompagnare i nostri bambini a scuola, sbrigare le faccende domestiche, riprese, mancanza cronica di sonno, 16-18 ore di lavoro al giorno…
“Fare pubblicita`” di me stessa in questo modo diventa sempre piu` difficile, tanto che le persone a me più care cercano di convincermi di prendere una pausa e riposare. Per di più mi consigliano di non pensare alle cose brutte che succedono ogni giorno al mondo, di andare a fare lo shopping e di rilassarsi. Ma io non riesco a seguire questi consigli…
Per me è una specie di droga sentirsi utile a qualcuno dalla mattina alla sera. D`un tratto ho capito che cosa vuol dire essere donna – essere sempre pronta ad aiutare chi ne ha bisogno”.

Stupiti e forse increduli a queste parole adesso non ci resta che immaginare e vedere come sarà il suo abito del matrimonio!

intervista: STORY№10/09
fotocredits: people.com

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